Estate, tempo di vacanze…
| con mamma |
E così anche noi siamo andati in vacanza! Per la prima volta
abbiamo scelto una meta insolita, spesso bistrattata, abbiamo scelto di
visitare una città: Milano. Sì, siamo tornati per un mese in Italia e così
vacanze milanesi. Fatti armi e bagagli, messo il pappagallo in valigia insieme
ad una miriade di cestini, siamo partiti alla volta di Sao Luis e poi Milano. E
dopo un freddo viaggio aereo siamo atterrati a casa. Sì, già a Malpensa si
respirava aria di casa, attorniati dai nonni preoccupati che Marta non li
riconoscesse o, ancor peggio, scappasse da “questi sconosciuti”, ci siamo
bevuti il primo espresso e mangiati la prima brioche.
Poi veloci verso casa! Su una strada che confrontata con
quelle di qui sembrava un tappeto e dove si incontravano solo autisti
disciplinati pronti a dare la precedenza.
| nonna Enrica e Bisnonna Teresa |
Casa. O meglio casa per me e Fabio, ma non per Marta.
Affascinata da scale, finestre con i vetri e vedute dall’alto. Qui quasi non ci
sono case a più piani e quasi nessuno ha le finestre coi vetri o le scale. Impegnati
a farle capire che il bagnetto è bello anche con l’acqua tiepida (qui abbiamo
solo acqua fredda) e non è necessario allagare tutto il bagno. Subito grande
amante del bidet, acqua alla sua portata, dove (udite, udite!) si può anche
bere! Lei abituata ai nostri urli quando beve l’acqua del bagnetto (acqua di
strada, non trattata in alcun modo né filtrata).
| con nonno Gaudenzio |
Prima settimana di visite mediche, vaccinazioni, pulizia dei
denti,… Dopo un anno e qualcosa finalmente abbiamo usufruito dell’efficiente
sanità lombarda. A chi si lamenta consigliamo un giro qui!
E poi a spasso, come tre italiani in Svezia, dove tutto ti
sembra bello. I parchi giochi, Marta per la prima volta sugli scivoli e sulle
altalene. Le biblioteche, portare a casa libri, libri ed ancora libri,
guardarli, leggerli e poter cambiare. Un solo supermercato dove trovi tutto
quello che ti serve. La possibilità di far da mangiare in fretta: prosciutto e
melone, del formaggio (per chi può mangiarlo), un sugo pronto,… La gita alla
fattoria coi nonni, caprette, mucche,… L’happy
hour con Marta al parco Sempione.
E sentire di nuovo freddo. Una settimana di freddo intenso
in montagna. E così rimetti (o metti per la prima volta) felpa e pantaloni
lunghi e scarpe chiuse. E scopri che quegli aggeggi di ferro appesi ai muri
possono diventare caldi…
E tanti tanti visi di amici e parenti. Non siamo riusciti a
vedervi tutti, a chiacchierare con tutti quanto avremmo voluto. Abbiamo
provato a dedicare a tutti un po’ di
tempo, rendendoci conto solo vivendolo che un mese non è nulla, che passa
veloce.
| con nonno Stefano |
Abbiamo provato anche a mangiare tutti i succulenti cibi
della cucina italiana che più ci erano mancati. E così, nella settimana più calda, Fabio s’è mangiato
un tanto desiderato piatto di pizzoccheri ed io ho mangiato pizza e tiramisù.
Grazie a tutti ed a
ciascuno. Un grazie particolare alla nostra parrocchia di Pentecoste che, come
sempre, è maestra d’accoglienza. Così, matata
um pouco de saudade, abbiamo iniziato questi ultimi nove mesi di
missione.
P.S.: In questo periodo estivo abbiamo avuto ed avremo
anche la possibilità di ospitare alcuni ragazzi che hanno avuto voglia di fare
un po’ di strada qui in Brasile: Chiara, Massenzia, Simone, Lorenzo, Totò,
Chiara, Valentina e Cecilia. Grazie!
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