sabato 10 agosto 2013

Férias

Estate, tempo di vacanze… 
con mamma
E così anche noi siamo andati in vacanza! Per la prima volta abbiamo scelto una meta insolita, spesso bistrattata, abbiamo scelto di visitare una città: Milano. Sì, siamo tornati per un mese in Italia e così vacanze milanesi. Fatti armi e bagagli, messo il pappagallo in valigia insieme ad una miriade di cestini, siamo partiti alla volta di Sao Luis e poi Milano. E dopo un freddo viaggio aereo siamo atterrati a casa. Sì, già a Malpensa si respirava aria di casa, attorniati dai nonni preoccupati che Marta non li riconoscesse o, ancor peggio, scappasse da “questi sconosciuti”, ci siamo bevuti il primo espresso e mangiati la prima brioche.

Poi veloci verso casa! Su una strada che confrontata con quelle di qui sembrava un tappeto e dove si incontravano solo autisti disciplinati pronti a dare la precedenza.
nonna Enrica e Bisnonna Teresa
Casa. O meglio casa per me e Fabio, ma non per Marta. Affascinata da scale, finestre con i vetri e vedute dall’alto. Qui quasi non ci sono case a più piani e quasi nessuno ha le finestre coi vetri o le scale. Impegnati a farle capire che il bagnetto è bello anche con l’acqua tiepida (qui abbiamo solo acqua fredda) e non è necessario allagare tutto il bagno. Subito grande amante del bidet, acqua alla sua portata, dove (udite, udite!) si può anche bere! Lei abituata ai nostri urli quando beve l’acqua del bagnetto (acqua di strada, non trattata in alcun modo né filtrata).

con nonno Gaudenzio
Prima settimana di visite mediche, vaccinazioni, pulizia dei denti,… Dopo un anno e qualcosa finalmente abbiamo usufruito dell’efficiente sanità lombarda. A chi si lamenta consigliamo un giro qui!
E poi a spasso, come tre italiani in Svezia, dove tutto ti sembra bello. I parchi giochi, Marta per la prima volta sugli scivoli e sulle altalene. Le biblioteche, portare a casa libri, libri ed ancora libri, guardarli, leggerli e poter cambiare. Un solo supermercato dove trovi tutto quello che ti serve. La possibilità di far da mangiare in fretta: prosciutto e melone, del formaggio (per chi può mangiarlo), un sugo pronto,… La gita alla fattoria coi nonni, caprette, mucche,…  L’happy hour con Marta al parco Sempione.
E sentire di nuovo freddo. Una settimana di freddo intenso in montagna. E così rimetti (o metti per la prima volta) felpa e pantaloni lunghi e scarpe chiuse. E scopri che quegli aggeggi di ferro appesi ai muri possono diventare caldi…

E tanti tanti visi di amici e parenti. Non siamo riusciti a vedervi tutti, a chiacchierare con tutti quanto avremmo voluto. Abbiamo provato  a dedicare a tutti un po’ di tempo, rendendoci conto solo vivendolo che un mese non è nulla, che passa veloce.
con nonno Stefano
Abbiamo provato anche a mangiare tutti i succulenti cibi della cucina italiana che più ci erano mancati. E così,  nella settimana più calda, Fabio s’è mangiato un tanto desiderato piatto di pizzoccheri ed io ho mangiato pizza e tiramisù.
Grazie a tutti ed a ciascuno. Un grazie particolare alla nostra parrocchia di Pentecoste che, come sempre, è maestra d’accoglienza. Così, matata um pouco de saudade, abbiamo iniziato questi ultimi nove mesi di missione.  
  
P.S.: In questo periodo estivo abbiamo avuto ed avremo anche la possibilità di ospitare alcuni ragazzi che hanno avuto voglia di fare un po’ di strada qui in Brasile: Chiara, Massenzia, Simone, Lorenzo, Totò, Chiara, Valentina e Cecilia. Grazie! 

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