mercoledì 25 dicembre 2013

E’ un’altra volta Natale anche qui.

E’ un’altra volta Natale anche qui.
E nello scrivere questa frase, immediatamente penso, ed ogni volta è come se fosse la prima volta. Capita quando una mamma guarda il suo bimbo, quando guardi l’uomo che ami e ti sorride, quando piove e non te lo aspettavi, quando la bocca di una donna, di un uomo o di un bambino si apre in un sorriso o in una risata, quando metti in bocca un cioccolatino e lasci che sciolga, quando senti il profumo della pizza in forno, quando guardi quel presepe dove manca un bimbo e quell’albero illuminato dalle luci.
Sì, quest’anno non ci siamo fatti mancare nulla! Albero di Natale, presepe e calendario dell’avvento compresi!
Marta sono 23 giorni che aspetta Natale, conosce la storia di Gesù Bambino quasi a memoria; era convinta che fosse Natale il giorno che abbiamo fatto l’albero… s’è messa elegante per l’occasione! Adesso ogni giorno ci chiede se è il giorno di fare la torta, sì perché a Gesù Bambino bisogna preparare almeno una torta ed un bicchiere di latte. Abbiamo scelto, sarà torta al cioccolato!
Anch’io ho deciso di non farmi mancare nulla ed ad una settimana esatta da Natale, m’è spuntato dopo estrema fatica (antibiotico e febbre) un nuovo dente! Speriamo arrivi anche maggiore giudizio! Ovviamente è già cariato, ma aspettiamo di tornare a Milano per toglierlo!
Fabio è stato strapreso fino a sabato scorso col Natal Solidario 2013 “Unidos somos +”. Tutta la parrocchia, coordinata dalla Pstoral Social, ha raccolto e poi distribuito 180 ceste basiche, più di 500 giochi e sono stati offerte visite mediche, infermieristiche, nutrizionali ( o come si dice) e psicologiche. Oltre ad un servizio di parrucchiere, merenda e giochi per bambini. Un grande evento.
Tutto ciò è misturado (mischiato) al pensiero del nostro quasi imminente rientro… Sì, per chi non lo sapesse, il 21 febbraio atterriamo a Malpensa. Fabio il 3 marzo riprende a lavorare.
Siamo completamente impreparati. Prima di tutto al freddo, ma poi anche al ritmo milanese, alla nuova dislocazione…
Quando inizi a sentire casa un posto, forse è quello il momento in cui devi andare. Bhè, per noi oggi qui è casa. Ed in questo Natale dove una mamma ed un papà, insieme con un bue ed un asinello, aspettano sul ciglio di una casa un bimbo, non posso non pensare a tutte le persone che in questi anni ci hanno prima aspettati e poi curati. Grazie.

L’anno prossimo… voglio la tombola!!!!!

sabato 10 agosto 2013

Férias

Estate, tempo di vacanze… 
con mamma
E così anche noi siamo andati in vacanza! Per la prima volta abbiamo scelto una meta insolita, spesso bistrattata, abbiamo scelto di visitare una città: Milano. Sì, siamo tornati per un mese in Italia e così vacanze milanesi. Fatti armi e bagagli, messo il pappagallo in valigia insieme ad una miriade di cestini, siamo partiti alla volta di Sao Luis e poi Milano. E dopo un freddo viaggio aereo siamo atterrati a casa. Sì, già a Malpensa si respirava aria di casa, attorniati dai nonni preoccupati che Marta non li riconoscesse o, ancor peggio, scappasse da “questi sconosciuti”, ci siamo bevuti il primo espresso e mangiati la prima brioche.

Poi veloci verso casa! Su una strada che confrontata con quelle di qui sembrava un tappeto e dove si incontravano solo autisti disciplinati pronti a dare la precedenza.
nonna Enrica e Bisnonna Teresa
Casa. O meglio casa per me e Fabio, ma non per Marta. Affascinata da scale, finestre con i vetri e vedute dall’alto. Qui quasi non ci sono case a più piani e quasi nessuno ha le finestre coi vetri o le scale. Impegnati a farle capire che il bagnetto è bello anche con l’acqua tiepida (qui abbiamo solo acqua fredda) e non è necessario allagare tutto il bagno. Subito grande amante del bidet, acqua alla sua portata, dove (udite, udite!) si può anche bere! Lei abituata ai nostri urli quando beve l’acqua del bagnetto (acqua di strada, non trattata in alcun modo né filtrata).

con nonno Gaudenzio
Prima settimana di visite mediche, vaccinazioni, pulizia dei denti,… Dopo un anno e qualcosa finalmente abbiamo usufruito dell’efficiente sanità lombarda. A chi si lamenta consigliamo un giro qui!
E poi a spasso, come tre italiani in Svezia, dove tutto ti sembra bello. I parchi giochi, Marta per la prima volta sugli scivoli e sulle altalene. Le biblioteche, portare a casa libri, libri ed ancora libri, guardarli, leggerli e poter cambiare. Un solo supermercato dove trovi tutto quello che ti serve. La possibilità di far da mangiare in fretta: prosciutto e melone, del formaggio (per chi può mangiarlo), un sugo pronto,… La gita alla fattoria coi nonni, caprette, mucche,…  L’happy hour con Marta al parco Sempione.
E sentire di nuovo freddo. Una settimana di freddo intenso in montagna. E così rimetti (o metti per la prima volta) felpa e pantaloni lunghi e scarpe chiuse. E scopri che quegli aggeggi di ferro appesi ai muri possono diventare caldi…

E tanti tanti visi di amici e parenti. Non siamo riusciti a vedervi tutti, a chiacchierare con tutti quanto avremmo voluto. Abbiamo provato  a dedicare a tutti un po’ di tempo, rendendoci conto solo vivendolo che un mese non è nulla, che passa veloce.
con nonno Stefano
Abbiamo provato anche a mangiare tutti i succulenti cibi della cucina italiana che più ci erano mancati. E così,  nella settimana più calda, Fabio s’è mangiato un tanto desiderato piatto di pizzoccheri ed io ho mangiato pizza e tiramisù.
Grazie a tutti ed a ciascuno. Un grazie particolare alla nostra parrocchia di Pentecoste che, come sempre, è maestra d’accoglienza. Così, matata um pouco de saudade, abbiamo iniziato questi ultimi nove mesi di missione.  
  
P.S.: In questo periodo estivo abbiamo avuto ed avremo anche la possibilità di ospitare alcuni ragazzi che hanno avuto voglia di fare un po’ di strada qui in Brasile: Chiara, Massenzia, Simone, Lorenzo, Totò, Chiara, Valentina e Cecilia. Grazie! 

martedì 14 maggio 2013

Quanto contiamo (se ci contiamo)?


La domanda, come si suol dire, sorge spontanea dopo aver preso parte, come uno dei delegati della diocesi di Grajaù, ai dibattiti e alle discussioni della 5° settimana sociale maranhense, una sorta di “stati generali” delle pastorali e dei movimenti sociali. 
Serata di apertura
Gli incontri che hanno animato la tre giorni di Santa Inês (e che troveranno la naturale conclusione con l’assemblea federale a Brasilia, il prossimo settembre) hanno ruotato intorno al tema di una maggior partecipazione democratica verso una nuova definizione di stato, che tenga in maggior considerazione le istanze sociali e che si ri-definisca intorno al concetto (di origine indigena,) del “Bem Viver”,  l’armonia del buon vivere tra uomo, natura e cosmo.

 Latifondo, riforma agraria, mega impianti idroelettrici, monocultura di soia ed eucalipto, agro-business , demarcazione di terre indigene, capitalismo oligarchico, conflitti di campo, i temi che hanno animato e infiammato il dibattito delle oltre 400 persone accorse per l’evento, in rappresentanza di pastorali sociali, comunità indigene , comunità quilombolas (afro-discendenti), quebradeiras di coco babaçu, raccoglitori di materiali riciclabili, comunità di pescatori.
Il documento finale, redatto con l’approvazione di tutta l’assemblea, tenta non senza difficoltà e contraddizioni, di fare una sintesi di tutte le istanze emerse nei gruppi di lavoro e  nelle plenarie. Ma l’impressione, rileggendolo,  è che, con il nobile intento di non dimenticare e tralasciare nulla, non indichi un preciso e chiaro cammino su cui poter lavorare e costruire percorsi condivisi a livello di singole diocesi e comunità.  
E, di seguito,  la domanda che scaturisce è la seguente: che ricaduta può avere una carta di questo tenore?  Di più: di fronte a queste situazioni critiche (per non dire drammatiche) che peso e che impatto reale abbiamo noi,  movimenti sociali? Esiste realmente una massa critica in grado di contrastare queste sviluppo senza senso ? Siamo in grado di mobilitare i nostri popoli contro queste forze depredatorie?  
Oppure le tanto acclamate e celebrate lotte resteranno  solo un refrain tanto bello quanto inattuato? Perché le sfide sono enormi, i dati assolutamente scoraggianti e quattrocento persone (su una popolazione di 6,5 milioni e un territorio grande quantol'Italia), pur se armate di competenza e buona volontà, non possono da sole fare molta strada. Solo una reale mobilitazione di massa può frenare questo modello di sviluppo fondato sullo sfruttamento selvaggio di risorse.
Il Maranhão,  stato periferico e marginale all’interno della sesta economia mondiale, è al centro di enormi interessi in termini di produzione di  soia, eucalipto, canna da zucchero, ferro e alluminio. In ultimo gas naturale.
Il grande capitale e le grandi industrie nazionali e internazionali si stanno contendendo, con il beneplacito di Brasilia, le enormi ricchezze naturali di questo stato.  E il tutto manco a dirlo a discapito delle comunità tradizionali, piccoli contadini, indigeni. E senza guardare in faccia a nessuno. Questo è il modello di sviluppo perseguito dal Brasile e il Marahnao ne è l’esempio e il laboratorio meglio riuscito. E al popolo restano solo le briciole della Bolsa Familia, beneficienza paternalistica dello stato imprenditore.
Per il terzo anno consecutivo (2010-2011-2012) il Maranhão si è guadagnato la non invidiabile prima posizione nel numero di conflitti agrari. I conflitti crescono di pari passo con la grande proprietà fondiaria e il latifondo.  Già ora un terzo delle terre è coltivato a soia. Questa monocultura ha già soppiantato le coltivazioni tradizionali: riso, grano e fagioli.
piantagioni di soia- Grajaù
Nella nostra diocesi,  la strada statale che porta da Barra do Corda a Grajaù, costeggia interi boschi di eucalipto. È impressionante, è qualcosa di surreale, stiamo parlando di centinai di ettari di  mata nativa bruciata per far posto a queste piantagioni che stanno desertificando l'intera area del cerrado, la fascia di vegetazione pre-amazzonica. Immaginate la Lombardia coperta di eucalipti.  
"boschi" di eucalipto - Grajaù 
Il legnane ricavato da queste piantagioni alimenta l’industria estrattiva - siderurgica nel distretto di Açailandia, sempre nel Maranhão. E sapete che direzione prende (tra le altre) il ferro estratto da quelle miniere? Italia, Taranto, Ilva. 
Enormi TIR, ferrovie, navi cargo che ad ogni ora del giorno e della notta macinano migliaia di chilometri e salpano dal porto di São Luis per alimentare questo processo sfrenato  di cui non si vedono i limiti. Fino a che punto si spingeranno?
I cambiamenti a livello ambientale, culturale, lavorativo, ci sono già e sono irreversibili. Se i nostri movimenti sociali continueranno a cantarsela e suonarsela  da soli, senza una sincera autocritica sulla reale incidenza di queste lotte, avremo ben poche possibilità di contrastare questi cambiamenti. Se invece saranno motore di forze propulsive in grado di informare, coscientizzare e mobilizzare quante più persone possibili, almeno ci resterà la speranza di credere in un’alternativa, possibile e concreta.        
 

mercoledì 27 marzo 2013

Andiamo a farci un giro...



Non siamo rimasti a Sao Luis fino ad oggi!!!
Il viaggio a Sao Luis è stata una corsa contro il tempo… Abbiamo rinnovato il visto (una mattina è andata via così; inoltre quando è stato il nostro turno, il poliziotto c’ha chiesto se avevamo tutto e noi tutti fieri abbiamo presentato tutti i documenti e… ci dice: “Mancano le fototessere!”, ci fosse stato scritto da qualche parte che servivano!!! Siamo andati di corsa a farle ed abbiamo ricevuto in cambio il solito foglietto di carta che attesta che abbiamo fatto domanda…).
Quindi giro al centro commerciale! Un po’ perché qui non essendoci nemmeno un supermercato degno di questo nome, dovevamo fare la spesa.. Un po’ perché è l’unico posto in cui c’è una libreria!!! Così ho letto il mio primo vero romanzo in portoghese (finiti ormai da tempo i libri italiani), ho scelto un classico “Gabriela, cravo e canela”, bello, ma purtroppo mentre scrivo, già finito.
Quindi siamo partiti alla ricerca di alcuni prodotti che c’avevamo incaricato di comprare: un libro per la pastorale familiare, un data show per la parrocchia,…
Due giorni passano in fretta e così era già ora di tornare! Due giorni di viaggio (A/R) e due giorni fermi.
Al ritorno io mi sono fatta due giorni di formazione sulla Pastoral da criança, a Fabio era toccato il fine settimana prima sulla pastorale sociale. Qui infatti l’anno sta iniziando proprio in questi mesi e tutte le pastorali stanno ripartendo dopo le vacanze “estive”.
E dopo… settimana di visita pastorale del vescovo nella nostra parrocchia. Per noi milanesi strano finire a pranzo col vescovo, portarlo a trovare alcune delle famiglie seguite dalla pastorale da criança, incontrarlo dopo le sue visite ai malati… 
Tutto molto strano per noi! Ma alla fine ci siamo adeguati anche noi e l’ultimo giorno è venuto a pranzo da noi, ho avuto un vescovo alla mia tavola!!! E malgrado mia madre non volesse, gli ho preparato delle polpette!!!
Ed ora ci prepariamo alla Pasqua. Qui ogni anno viene lanciata una campagna di fraternità durante la Quaresima, l’anno scorso era sulla salute, quest’anno è sulla gioventù. E’ stato scelto questo tema ovviamente pensando alla Giornata Mondiale della Gioventù. Qui l’entusiasmo e l’aspettativa è grande, tutti, giovani e non, aspettano Rio. Durante la Quaresima ogni circolo biblico, ogni gruppo di giovani, ogni catechesi, prega e s’interessa del tema proposto. Bhè, nel nostro circolo biblico, frequentato quasi solo da vecchiette (qui si è vecchiette a 60 anni, si diventa nonne a 40!), si è fatta un po’ fatica a pregare per i giovani… ogni volta dicevano preghiamo per i giovani, e subito dopo e per i loro genitori perché i giovani ne combinano di tutti i colori!!!
Ed in questo tempo… è stato scelto il nuovo papa!!! Qui sono stati tutti molto contenti, anche se speravano in un brasiliano! Ma in fondo il Brasile ha già la giornata mondiale della gioventù, i mondiali e le olimpiadi… mica poteva avere anche il papa!!! Adesso aspettiamo il governo italiano e poi il presidente della Repubblica!!!
Marta inizia ad andare in triciclo (lei è convinta che sia una moto), ha imparato (ahinoi!) a dire NO e comincia a fare piccoli scarabocchi sui fogli.
Noi abbiamo fatto i biglietti per le vacanze! Partiamo il 9 giugno e ripartiamo il 9 luglio. Speriamo che nel frattempo sia arrivata anche in Italia la primavera e che stia cominciando l’estate!
Non ci resta che augurarvi una buona Pasqua, che ogni giorno la vita riservi a ciascuno di voi l’occasione di rinascere e di stupirvi sempre!   E buona pasquetta!!! Qui non sanno cosa sia! Si sta a casa il venerdì, il lunedì è un giorno come gli altri!!!

venerdì 8 marzo 2013

Eccoci!



Ci siamo ancora!!!! E’ vero ci siamo fatti sentire un po’ poco ultimamente, ma siamo stati un po’ presi…
Innanzitutto ad aspettare le piogge. Dopo 9 mesi di gran caldo, dei quali gli ultimi tre con il termometro che di giorno non voleva mai scendere sotto i 40°, se ti dicono che quando ci sono le piogge è “frio”, bhè, le aspetti pieno di speranza. E poi arrivano e non fa molto più fresco, ok saremo a 35° e si dorme un po’ meglio la notte, ma freddo proprio non fa! E ti ritrovi ad essere quella con la bava alla bocca quando senti le persone con skype che ti raccontano della neve e del freddo , tu, proprio tu che pensavi non ti sarebbe mai mancato! E non ti rimane più nulla da aspettare, se non il ritorno del gran caldo! Ah! Per la cronaca, piove, sì, ma tipo 5 minuti, scende a secchiate e poi fa più caldo di prima e si rivede la pioggia dopo una settimana.
In contemporanea siamo stati occupati a capire cosa ne sarebbe stato di noi… Sì, perché con la Claudia in partenza per la terra di Albione, la nostra casetta rimarrà sfitta e con un mutuo da pagare era un bel problema. Abbiamo mobilitato mezzo mondo alla ricerca di qualcuno interessato. Il problema è che non ci serviva qualcuno a caso, ma qualcuno che volesse un tre locali arredato, fosse di fiducia, stesse in casa nostra da agosto 2013 a marzo 2015 (ma poteva darsi anche marzo 2014, ad oggi sembra che il visto per il Brasile sia di massimo due anni…). Alla fine un giorno prima che Fabio dicesse al lavoro che tornava e che io iscrivessi Marta al nido, la bella notizia: l’ufficio missionario vi aiuta! E così ci si ferma di sicuro fino ad aprile 2014! Peccato non poter sfruttare l’ospitalità della zia Claudia per un week end a Londra…
Sempre nello stesso periodo siamo stati a Salvador de Bahia per l’incontro organizzato dal Cum per tutti i missionari che lavorano in Brasile. Eravamo i più giovani! O meglio Marta! Anche se era in buona compagnia perché c’erano anche altri bimbi non molto più grandi di lei. Il tema era la profezia in epoca di cambiamento, molto interessante, così come molto interessante conoscere persone che vivono ormai in Brasile da più tempo che in Italia ed hanno assistito a molti cambiamenti. La città inoltre è molto molto bella, una megalopoli. Per noi abituati a Barra do Corda un tuffo nella civiltà. Inoltre un giorno abbiamo fatto visita nel centro della città, al Pelorinho, alla Força feminina, che si occupa di donne in stato di prostituzione. Ne abbiamo approfittato anche per farci un bagno nell’oceano, il centro infatti era vista oceano!     
In questi due mesi inoltre abbiamo deciso di non farci mancare nulla! La prima è stata Marta che ha avuto una brutta gastroenterite, così brutta che la pediatra ci ha consigliato di portarla in ospedale per farle una flebo (qui il rischio di una rapida disidratazione è molto più alto che da noi). Arrivati in ospedale abbiamo scoperto d’essere in buona compagnia,ogni bimbo aveva la sua bella flebo legata, ma quando l’infermiera tra le grida disperate di Marta ha tentato, senza riuscirci, di metterle un ago da adulti nella sua manina, la sua mamma ha detto “Andiamo a casa” e lì Marta ha imparato a bere “soro caseiro” (non so la traduzione in italiano!!!). Dopo di che è stata la volta della mamma che per prima ha preso la dengue. A letto con la febbre sopra i 38°, le ossa a pezzi ed un dolore terribile agli occhi, altro che le nostre influenze! Si prende con la puntura di una zanzara e non ci sono vaccini. Passato tutto un prurito terribile alle mani, non ho dormito per due notti! Nessuno aveva pensato di dirmi che anche questo era un possibile sintomo della dengue. Poi è  stata la volta di Fabio, anche lui dengue…
Ora siamo più o meno apposto, nel mezzo a Marta è cresciuto un molare ed altri due hanno già tagliato. Non dice altro se non “mamma”, “papà” e “Bubu”, ma mamma e papà li sa dire anche in portoghese, per cui forse valgono doppio… Per il resto non sta mai ferma un attimo, divora qualsiasi cosa le mettiate davanti ed ha imparato a fare una torre con sei cubi!!! Anche io sono più serena perché finalmente è sbarcato anche qui il pesce surgelato!!! E così mangiamo pesce! Prima c’era solo quello di fiume, ma è pieno di lische, immangiabile da una bimba di 1 anno e 4 mesi…
Le nostre attività continuano ed adesso che sappiamo che staremo qui un altro anno abbiamo un po’ di idee che ci frullano per la testa, chissà…
Stiamo progettando le vacanze in Italia, per la gioia dei nonni, dei parenti e degli amici, dovremmo sbarcare in Italia da metà giugno a metà luglio, a breve le date certe. Chi ha voglia di passare qualche momento con noi inizi a prenotarsi!!! Così come, visto che staremo qui sicuramente un altro anno, iniziate a prenotare il volo per venire a trovarci!!! Quest’anno si sono visti solo i miei genitori… Con i prossimi ci piacerebbe visitare o Rio de Janeiro o fare la traversata fluviale da Belem a Manaus… Forza venite gente!!!!