martedì 31 luglio 2012

Happy Hour


Una delle prime cose che si confrontano quando si viaggia è senza ombra di dubbio il cibo, a maggior ragione se in terra straniera non ti fermi solo per due settimane, ma per tre anni.
Se chiedi a qualsiasi italiano quale sia il piatto tipico brasiliano, la risposta è inesorabilmente riso, churrrasco e fagioli. Bhè, la realtà non è molto diversa…
Ogni volta che veniamo invitati a pranzo o a cena c’è il riso : ma attenzione! Non è fatto come il nostro riso freddo…io immaginavo si facesse così, ma veniva sempre una schifezza!
Anna e la preparazione del riso
 Ecco la ricetta corretta: ponete una tazza di riso (qui è il tipo 2, assomiglia un po’ al basmati, per intenderci) -  dopo averlo lavato - in un pentolino dove avrete già messo dell’olio a scaldare (se preferite potete aggiungere cipolla, o aglio, o qualsiasi cosa);  dopo poco (come quando si fa il “nostro” risotto) aggiungete 2 tazze d’acqua ed il sale. Lasciare asciugare mescolando ogni tanto.
Per quel che riguarda il churrasco, la storia è differente. Non  c’è sempre e non è nella quantità a cui siamo abituati noi quando facciamo una grigliata. Si mangia, ma non si stramangia! Dimenticate inoltre spiedini, costine e salsiccie, il churrasco è praticamente solo di manzo o toro.
Poi ci sono i fagioli, sempre abbondanti, neri. Non ho ancora imparato la ricetta… Ma penso sia facile da immaginare.
Oltre a questi piatti immancabili, o quasi, di solito c’è della pasta, dell’insalata, della farofa e della carne in umido. 
Alle volte gli abbinamenti sono più fantasiosi: riso, fagioli ed anguria o riso con pasta (letteralmente: riso cotto insieme a dei pezzi di spaghetti! M’è stato presentato come specialità!).
L’ora del pasto è quanto mai variabile. Qui probabilmente non c’era mia nonna che se non eri a casa a mezzogiorno avevi perso il pranzo,  si può mangiare a qualsiasi ora.  E’ così che finisci invitato a pranzo alle 8 di mattina così come alle 2 di pomeriggio non hai ancora pranzato.  Il più delle volte non si mangia seduti a tavola, ma tutti i piatti si trovano esibiti in una sorta di buffet e ciascuno con il proprio piatto si serve quello che vuole, ovviamente tudo junto: non esiste primo, secondo e frutta!
Qui, inoltre, sembriamo gli unici assetati… si dimenticano di darti il bicchiere e quando finalmente se ne ricordano, spunta un succo: acerola, goiaba, abacate, maracuja, tamarindo, solo per nominarne alcuni. Tutti fatti in casa. L’acqua spesso non c’è. Quella in casa potrebbe non essere potabile e comprarla costa abbastanza.
Vi hanno raccontato della cachaça, bhè, io non l’ho ancora vista! L’unica volta che me ne hanno parlato era come rimedio per i topi, cioè ne lasci un po’ in un piattino, il topo ubriacone se la beve e tu puoi ammazzarlo più facilmente! Io non amo il vino, ma chi lo beve dice che assomiglia di più ad un succo d’uva che a del lambrusco(l’avevo già detto che sono bravi a fare i succhi?!). Per gli alcolizzati rimane la birra… Ma nelle feste in parrocchia è stata bandita perché poco cattolica (don Ezio non era molto d’accordo…)!!!   
Verdura e frutta non li abbiamo mai mangiati…A casa nostra sì.  Immagino non facciano molto parte della dieta di conseguenza!  Una bimba a cui dicevo che stavo dando da mangiare a Marta una zucchina m’ha chiesto tre volte “cosa?”, alla fine ho capito che parlavo di qualcosa di sconosciuto per lei…
Anche il latte praticamente lo beve solo Fabio… Nessuno prende quello nel cartoccio perché troppo caro e poco igienico(!), viene preferito quello in polvere! Per gli intolleranti, soia! Ce n’è per tutti i gusti: latte, panna, yogurt,…
Il pane c’è. Ma si mangia a colazione. 5 panini 1 real, è così che faccio tutti i conti col cambio in panini! Tipo un sugo sono 15 panini, 1 kilo di pere 40 panini, un armadio 1750 panini,…
Ma attenzione! Per tutti i “gasisti” e gli amanti del bio… ci sono cose integrali e biologiche! Dobbiamo ringraziare una strana moda che s’è impossessata della gente locale, ovvero il footing! Sì, qui quando cala un po’ il sole -  la temperatura calerà solo molto più tardi -  le sciure (sì sciure, tipo cinquantenni e la favola delle brasiliane è proprio una favola!) indossano fuseaux e scarpe da ginnastica e vanno a correre! Peccato che la via dove tutte corrano sia la statale piena di traffico! Comunque questa nuova moda ha fatto sì che nei due supermercati (non immaginate nulla di molto grande, tipo la metà della Conad sotto casa nostra) ci fosse una sezione specializzata in bio ed integrale! Nella foga da acquisto ho comprato alcune cose senza sapere come cucinarle: soia, quinoa (sì Emanuela, l’ho comprata di nuovo!), amaranto,… Se qualcuno può aiutarmi!
Dimenticavo, qui se vai al ristorante non paghi in base a cosa prendi, tipo un branzino costa 10 euro ed una pasta al pomodoro 7, si paga a peso! Metti tutto ciò che vuoi nel tuo piatto e poi vai alla bilancia/cassa e paghi. C’è da dire che non ci sono piatti così diversi tra cui scegliere, ma è divertente!
Nel nostro soggiorno abbiamo però anche scoperto una cosa molto molto buona e la fortuna vuole che abbiamo un posto dove la vendono vicinissimo a casa nostra, sto parlando di “Açai  na tigela”, forse ne avete già sentito parlare, si tratta di una bacca, simile al mirtillo, tipica dell’Amazzonia che sembra avere effetti stupefacenti, viene data alla seleçao e pubblicizzata come dimagrante. Qui si mangia dolce, in altri posti è usata anche per piatti salati. Praticamente ti danno una tazza di questa bacca molto fredda accompagnata da un bicchiere di latte condensato ed uno di cereali, se sei intollerante al lattosio invece del latte condensato ai diritto ad un bicchiere di zucchero. Ottima!     
Altro piatto tipico è il cous cous, scritto cuzcuz. So che quelli che pensano di saperne a questo punto avranno già esclamato “bhè, ovvio ci sono tanti discendenti afro…”, almeno noi abbiamo pensato questo e tutti felici ci siamo guardati complici immaginando cenette con cous cous e verdure, cous cous e carne,… Ci ha un po’ stupiti che associassero la parola alla colazione, finchè non l’abbiamo visto: è una sorta di polenta di mais cucinata al vapore e mangiata col caffè!  

sabato 14 luglio 2012

Termina l'occupazione indigena alla diga di Belo Monte

Il Presidente di Norte Energia e la lideranza indigena stringono l'accordo

Dopo 21 giorni, gli indigeni accettano le condizioni proposte dall'impresa Norte Energia e lasciano il cantiere dove verrà costruita la mega centrale idroelettrica di Belo Monte, sul fiume Xingu. Un danno ambientale e sociale enorme: 500 chilometri quadrati di foresta pluviale verrano persi per sempre, 12.000 indigeni dovranno abbandonare le loro terre.
Evidentemente mal supportati dalle istituzioni governative, le sette tribù accettano un  "pacco regalo" composto da televisori, computer e veicoli.

Leggi l'articolo completo: Belo Monte non è più occupato. Le tribù ricevono in cambio dei televisori.


martedì 3 luglio 2012

Spar condicio

Botti, spari, musica a tutto volume. No, Barra do Corda, Domenica, non ha festeggiato la vittoria (argh!) della Spagna agli Europei di calcio con una serata all'insegna dell'allegria e della festa ma ha decretato ufficialmente l'inizio della campagna elettorale che culminerà il prossimo mese di ottobre con l'elezione del Prefeito, il Sindaco. Tre lunghi e intensi mesi nei quali "tutto sarà permesso".
Ci raccontano di manifestazioni, litigi, cortei, promesse, operazioni di maquillage che rifaranno il trucco alla città, tensioni. Insomma, un clima a noi italiani, tutto sommato, familiare...
Anche se qui, il Bruno Vespa di turno non c'è, e l'unico porta a porta che ci dovremo sorbire, sarà quello reale delle persone ingaggiate dai candidati che busseranno a tutte le case per promuovere l'uno o l'altro.
Si elegge il sindaco, ossia colui che dovrà amministare il bene comune. Competenza, onestà, trasparenza e lungimiranza dovrebbero essere le qualità non solo del primo cittadino di Barra do Corda, ma di tutte le persone che ricoprono una carica pubblica. Ma i criteri di scelta sembrano essere altri: anche qui la fitta rete di connivenze non permette un voto in libertà di coscienza ma legato ai favori che si sono avuti o che si avrannno dall'elezione dell' uno o dell'altro candidato. Da molti sentiamo dire che la politica non è affare loro. Ma forse questo disinteresse di facciata, nasconde anche una certa paura ad esporsi pubblicamente, a prendere posizione. E' comprensibile, in un paese dove spesso l'intimidazione domina. Basti pensare, che l'attuale sindaco in carica da due mandati (ossia da otto anni), è stato più volte condannato dai tribunali per un utilizzi a fini personali di fondi pubblici.
La speranza è che i contorni folkloristici della propaganda non facciano perdere di vista i programmi dei candidati e le questioni, pressanti, che dovranno affrontare (speriamo) una volta eletti.
L'acqua. Pur non essendo gestita direttamente dal comune, è pur sempre un servizio del quale il Comune deve garantire la corretta gestione. E questo non sta avvenendo: è cronaca (o cronica) l'assenza quotidiana nella case. E quando scorre, non si può nemmeno bere: non è potabile! Fà sorridere pensare che la città è attraversata, praticamente in ogni quartiere, da due fiumi. 
La salute: esiste un ospedale, pubblico e gratuito, ma ogni persona incontrata in questi pochi mesi di permanenza ci ha consigliato vivamente di non metterci piede. Anche per normali esami e controlli di routine, chi ha un minimo di possibilità economiche, non ha dubbi nel prendere l'autobus e recarsi in un'altro stato, a Teresina, capitale del Piauì, a 500 km di distanza...
E poi, l'assoluto caos cittadino a livello di viabilità: anche qui si parla di quotidianità negli incidenti mortali. Un mix micidiciale di TIR che solcano Barra do Corda ad ogni ora del giorno e della  notte e motociclette che sfrecciamo a tutta velocità non rispettando incroci e sensi di marcia.
Che fare come comunità? Accettare passivamente? Indicare apertamente un candidato? Appoggiare una lista?  Non occuparsene?
No, forse l'indicazione più importante l'abbiamo avuta ad una recente formazione in vista della "5a settimana sociale brasiliana", il cui tema di fondo, per quest'anno, è proprio la buona amministrazione della cosa pubblica.
Informarsi, chiedere, sostenere insieme cause comuni, prendere coscienza della propria situazione: non importa chi tu sia, ma qui ed ora pretendiamo risposte.