Una delle
prime cose che si confrontano quando si viaggia è senza ombra di dubbio il
cibo, a maggior ragione se in terra straniera non ti fermi solo per due
settimane, ma per tre anni.
Se chiedi a
qualsiasi italiano quale sia il piatto tipico brasiliano, la risposta è
inesorabilmente riso, churrrasco e fagioli. Bhè, la realtà non è molto diversa…
Ogni volta
che veniamo invitati a pranzo o a cena c’è il riso : ma attenzione! Non è fatto
come il nostro riso freddo…io immaginavo si facesse così, ma veniva sempre una
schifezza!
| Anna e la preparazione del riso |
Ecco la ricetta
corretta: ponete una tazza di riso (qui è il tipo 2, assomiglia un po’ al
basmati, per intenderci) - dopo averlo
lavato - in un pentolino dove avrete già messo dell’olio a scaldare (se
preferite potete aggiungere cipolla, o aglio, o qualsiasi cosa); dopo poco (come quando si fa il “nostro” risotto)
aggiungete 2 tazze d’acqua ed il sale. Lasciare asciugare mescolando ogni
tanto.
Per quel che
riguarda il churrasco, la storia è differente. Non c’è sempre e non è nella quantità a cui siamo
abituati noi quando facciamo una grigliata. Si mangia, ma non si stramangia!
Dimenticate inoltre spiedini, costine e salsiccie, il churrasco è praticamente
solo di manzo o toro.
Poi ci sono
i fagioli, sempre abbondanti, neri. Non ho ancora imparato la ricetta… Ma penso
sia facile da immaginare.
Oltre a
questi piatti immancabili, o quasi, di solito c’è della pasta, dell’insalata,
della farofa e della carne in umido.
Alle volte
gli abbinamenti sono più fantasiosi: riso, fagioli ed anguria o riso con pasta
(letteralmente: riso cotto insieme a dei pezzi di spaghetti! M’è stato
presentato come specialità!).
L’ora del
pasto è quanto mai variabile. Qui probabilmente non c’era mia nonna che se non
eri a casa a mezzogiorno avevi perso il pranzo,
si può mangiare a qualsiasi ora. E’ così che finisci invitato a pranzo alle 8
di mattina così come alle 2 di pomeriggio non hai ancora pranzato. Il più delle volte non si mangia seduti a
tavola, ma tutti i piatti si trovano esibiti in una sorta di buffet e ciascuno
con il proprio piatto si serve quello che vuole, ovviamente tudo junto: non
esiste primo, secondo e frutta!
Qui, inoltre,
sembriamo gli unici assetati… si dimenticano di darti il bicchiere e quando
finalmente se ne ricordano, spunta un succo: acerola, goiaba, abacate,
maracuja, tamarindo, solo per nominarne alcuni. Tutti fatti in casa. L’acqua
spesso non c’è. Quella in casa potrebbe non essere potabile e comprarla costa
abbastanza.
Vi hanno
raccontato della cachaça, bhè, io non l’ho ancora vista! L’unica volta
che me ne hanno parlato era come rimedio per i topi, cioè ne lasci un po’ in un
piattino, il topo ubriacone se la beve e tu puoi ammazzarlo più facilmente! Io
non amo il vino, ma chi lo beve dice che assomiglia di più ad un succo d’uva
che a del lambrusco(l’avevo già detto che sono bravi a fare i succhi?!). Per
gli alcolizzati rimane la birra… Ma nelle feste in parrocchia è stata bandita
perché poco cattolica (don Ezio non era molto d’accordo…)!!!
Verdura e
frutta non li abbiamo mai mangiati…A casa nostra sì. Immagino non facciano molto parte della dieta
di conseguenza! Una bimba a cui dicevo
che stavo dando da mangiare a Marta una zucchina m’ha chiesto tre volte
“cosa?”, alla fine ho capito che parlavo di qualcosa di sconosciuto per lei…
Anche il
latte praticamente lo beve solo Fabio… Nessuno prende quello nel cartoccio
perché troppo caro e poco igienico(!), viene preferito quello in polvere! Per
gli intolleranti, soia! Ce n’è per tutti i gusti: latte, panna, yogurt,…
Il pane c’è.
Ma si mangia a colazione. 5 panini 1 real, è così che faccio tutti i conti col
cambio in panini! Tipo un sugo sono 15 panini, 1 kilo di pere 40 panini, un armadio
1750 panini,…
Ma
attenzione! Per tutti i “gasisti” e gli amanti del bio… ci sono cose integrali
e biologiche! Dobbiamo ringraziare una strana moda che s’è impossessata della
gente locale, ovvero il footing! Sì, qui quando cala un po’ il sole - la temperatura calerà solo molto più tardi - le sciure (sì sciure, tipo cinquantenni e la
favola delle brasiliane è proprio una favola!) indossano fuseaux e scarpe da
ginnastica e vanno a correre! Peccato che la via dove tutte corrano sia la
statale piena di traffico! Comunque questa nuova moda ha fatto sì che nei due
supermercati (non immaginate nulla di molto grande, tipo la metà della Conad
sotto casa nostra) ci fosse una sezione specializzata in bio ed integrale!
Nella foga da acquisto ho comprato alcune cose senza sapere come cucinarle:
soia, quinoa (sì Emanuela, l’ho comprata di nuovo!), amaranto,… Se qualcuno può
aiutarmi!
Dimenticavo,
qui se vai al ristorante non paghi in base a cosa prendi, tipo un branzino
costa 10 euro ed una pasta al pomodoro 7, si paga a peso! Metti tutto ciò che
vuoi nel tuo piatto e poi vai alla bilancia/cassa e paghi. C’è da dire che non
ci sono piatti così diversi tra cui scegliere, ma è divertente!
Nel nostro
soggiorno abbiamo però anche scoperto una cosa molto molto buona e la fortuna
vuole che abbiamo un posto dove la vendono vicinissimo a casa nostra, sto
parlando di “Açai na tigela”, forse ne
avete già sentito parlare, si tratta di una bacca, simile al mirtillo, tipica
dell’Amazzonia che sembra avere effetti stupefacenti, viene data alla seleçao e
pubblicizzata come dimagrante. Qui si mangia dolce, in altri posti è usata
anche per piatti salati. Praticamente ti danno una tazza di questa bacca molto
fredda accompagnata da un bicchiere di latte condensato ed uno di cereali, se
sei intollerante al lattosio invece del latte condensato ai diritto ad un
bicchiere di zucchero. Ottima!
Altro piatto
tipico è il cous cous, scritto cuzcuz. So che quelli che pensano di saperne a
questo punto avranno già esclamato “bhè, ovvio ci sono tanti discendenti
afro…”, almeno noi abbiamo pensato questo e tutti felici ci siamo guardati
complici immaginando cenette con cous cous e verdure, cous cous e carne,… Ci ha
un po’ stupiti che associassero la parola alla colazione, finchè non l’abbiamo
visto: è una sorta di polenta di mais cucinata al vapore e mangiata col caffè!
