lunedì 24 dicembre 2012

E’ Natale anche qui.

E’ Natale anche qui a Barra do Corda.

…senza le luci e il presepe,
…senza il pranzo non stop coi parenti che termina con la cena,
…senza il freddo e la neve,
…senza la messa di mezzanotte,
…senza il vin brulè,
…senza la corsa a comprare gli ultimi regali,
…senza gli addobbi e babbo natale alla televisione,
…senza la cioccolata calda e lo spumante,
…senza il pandoro e il torrone,
…senza il “cine-panettone” e “il concerto di Natale”,
…senza il giro al centro commerciale,
…senza la cena aziendale e i mille brindisi di auguri,
…senza l’albero sorretto dai tanti regali,
…senza la tombola e i filmini dei natali precedenti,
…senza “Una poltrona per due” su Italia1 e “La spada nella roccia” su RAI1
...senza...

Ma questo non è Natale! Non può esistere un Natale così!
Proprio in questi giorni ci accorgiamo di quanto siano radicati in noi tutti questi “Natali” e quanto sia difficile non pensarci. Ci mancano!

Eppure è Natale anche qui a Barra do Corda.
E non ti par vero di vivere una vigilia senza acqua, senza andare a messa, senza guardare un film natalizio, ma mangiando un budino ed addormentando tua figlia che continua a svegliarsi. Non ti par vero, che un temporale di mezzora provochi il black-out di tutta la città, impedendoti di augurare un buon Natale ai parenti lontani.

Eppure è Natale anche qui a Barra do Corda.
“Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi un Salvatore” (Lc 2, 10-11).
Sì, anche per Noi è nato, nella normalità ed essenzialità, nell’indifferenza e nello stupore.
A noi accoglierlo.

Desejamos um feliz Natal para todos!!
Marta Manuela Fabio

lunedì 17 dicembre 2012

Férias



Novembre, mese di visite, mese di compleanni, mese caldo, mese di vacanze!!!!
Da metà ottobre a metà novembre sono venuti a trovarci (forse dovrei dire a trovare Marta) i miei genitori. Aria d’Italia, aria di famiglia, ma soprattutto cibo e prodotti italiani! Sono stati qui con noi per circa un mese, tanto è stato sufficiente perché Marta stravedesse per loro e loro potessero accertarsi della sua salute e della sua crescita, nonché della sua felicità.
Noi ne abbiamo approfittato per prendere un po’ il fiato. Per la prima volta da tanto tempo abbiamo potuto partecipare a delle riunioni entrambi e senza che uno girasse come un disperato inseguendo una bimba gattonante. Anche Marta ne ha approfittato per farsi delle lunghe passeggiate in braccio o nel passeggino, non è mai mancato il giro del mattino e quello del pomeriggio. Abbiamo inoltre sfruttato la presenza di mio padre per sistemare alcune cose della casa: abbiamo messo due mensole (così Marta non riesce più a raggiungere i libri), un ventilatore con le pale in camera di Marta, da un tendone gigante e inutile abbiamo ricavato tre tende per le camere.
Al loro arrivo abbiamo mostrato subito loro le bellezze di Sao Luis, città coloniale, e il mare (non era possibile fare il bagno a causa di un divieto per l’inquinamento, ma il fascino di una camminata in una spiaggia lunga un kilometro quasi deserta ce lo siamo potuti gustare).
Abbiamo rischiato subito di perdere la nonna per una caduta da primato al convento delle suore, ma grazie ad un unguento miracoloso è stata rimessa in piedi.
Durante la loro visita è caduto anche il compleanno di Marta. Abbiamo deciso di festeggiarlo alla brasiliana. Qui per il 1, il 5 ed il 15 (per le femmine) è festa grande, così è stato anche per Marta. Addobbato il quintal (giardino) con luci e palloncini, sistemati i tavoli, le tovaglie, dolci e salatini, sono arrivati i 50 invitati, per lo più bambini, ma anche le persone che più ci hanno accolto da quando siamo arrivati (l’idea era che la festa avesse questo duplice aspetto: festeggiamo Marta e tutti quelli che le vogliono bene). La festa è andata proprio bene, peccato che impegnati a servire ai tavoli, rispondere ai vari bimbi che chiedevano cose, tenere a bada il nostro cane che non era mai stato legato prima, ci siamo praticamente dimenticati di fare delle foto… Sarà per il prossimo!
Caldo. Sì, ha fatto proprio caldo. 40 gradi tutti i giorni. Mia mamma guardava il termometro sperando in qualche cambiamento, ma ahinoi, la linea dei gradi non è mai scesa. Anche la notte era difficile dormire, ci si svegliava sudati fradici, come appena usciti dalla doccia.
…E vacanza! Sì, ci siamo presi una piccola vacanza e siamo andati a Barreirinhas, una nota località turistica, famosa per i lençois maranhenses, dune di sabbia che nella stagione delle piogge si riempiono di acqua cristallina.  Abbiamo accettato molto contenti il regalo di Natale dei nonni, ovvero questa vacanza e fatte le valigie ed un viaggio di circa 7 ore siamo sbarcati alla pousada.
Il primo giorno abbiamo fatto un giro in barca lungo il rio Preguiça, fino ai piccoli lençois ed a dove il rio incontra il mare. Veloce bagno e pranzo a base di pesce appena pescato. In una pausa ci siamo fermati in un baretto dove era pieno di scimmiette, Marta è impazzita dalla gioia, finché ha urlato non si sa per quale motivo ed una scimmia le è andata addosso, io ero terrorizzata!
Il secondo giorno giro ai lençois. Per arrivarci una strada molto dissestata fatta con una camionetta. Vi dico solo che ad un certo punto ci siamo impantanati nella sabbia e tutti sono dovuti scendere a spingere! All’arrivo abbiamo scoperto che bisognava fare circa un’ora a piedi, la nonna ha abbandonato e s’è fermata lì, noi, con Marta in braccio sotto un asciugamano ci siamo avviati. Purtroppo non era il periodo migliore, le piogge erano finite da molto tempo e quest’anno non sono state molto abbondanti e così, al posto delle acque cristalline, c’era sabbia ed ancora sabbia, fino ad un laghetto che assomigliava molto ad uno stagno!
Quindi siamo ripartiti per Sao Luis dove il giorno dopo i nonni avrebbero preso l’aereo. Mancava solo una cosa da fare, andare alla policia federal a ritirare il visto (fino ad ora avevamo solo un foglietto, già rinnovato una volta, che portava scritto “scadenza 29 dicembre 2012”  e non volendo fare il viaggio per Sao Luis un’altra volta il mese dopo dovevamo assolutamente ritirarlo!), ma purtroppo a causa di un incidente sulla strada siamo arrivati troppo tardi…
Il giorno dopo abbiamo accompagnato i nonni all’aeroporto. Che tristezza essere lì, sapere che Marta non li vedrà per tanto, sapere che non sei tu che deve prendere l’aereo (anche se si sta bene e si è felici), sapere che stai salutando e non accogliendo… Aspettiamo i prossimi!!!!
NDR: Il giorno dopo la partenza, siamo andati prestissimo all’ufficio dei visti e ce l’abbiamo fatta! Ora abbiamo un visto che scade il 19 aprile! Per il prossimo l’impiegato c’ha detto d’iniziare a portare tutta la documentazione a gennaio… 

sabato 3 novembre 2012

Pastoral da criança


La Pastoral da criança (bambini) è una pastorale brasiliana che ha come obiettivo principale la cura di gestanti e  bambini da zero a sei anni. Ogni volontario va di casa in casa accompagnando la maternità e poi lo sviluppo del bambino, inoltre una volta al mese si realizza, tutti insieme, la celebrazione della vita durante il quale ogni bimbo viene pesato. 
Negli ultimi anni, il numero dei volontari si era radicalmente ridotto ed attualmente era presente, anche se poco attiva, solo in una comunità. Per cui abbiamo deciso di rilanciarla, proprio alla fine di settembre abbiamo fatto una prima formazione e questo mese abbiamo iniziato a lavorare in una nuova comunità, Santa Lucia, che è la più povera delle sette parrocchiali (non c’è acqua, molte case sono costruite con fango, l’età media delle gestanti è 14 anni).

Ecco il video: 

ed alcune foto (per visualizzare l'album completo clicca qui )
 












mercoledì 26 settembre 2012

Dopo la pausa estiva italiana....

Riprendiamo i post!..

Qui sotto un articolo pubblicato dagli amici de " Il Giornale di Merate"...


e a seguire post di aggiornamento sulle elezione politiche a Barra do Corda.

Far West Maranhense



Siamo rimasti molto colpiti dalla morte, o meglio dall’assassinio, di un candidato consigliere alle prossime elezioni comunali del 7 ottobre, qui nella nostra città di Barra do Corda. 
Alcuni sicari (pistoleiros, come vengono chiamati qui) hanno freddato questo uomo politico nella serata di sabato, mentre sostava nei pressi di un gommista per una veloce riparazione alla propria di auto.  Era un persona conosciuta, già consigliere comunale, sempre all’opposizione, per due mandati consecutivi.
Ad oggi, non si hanno notizie ufficiali circa l’accaduto. La polizia sta ancora indagando, il corpo sottoposto ad autopsia.  
E’ certo che, a due settimane dal voto, questo omicidio, ha scosso tutta la città.
Ieri ed oggi, Barra do Corda si è come fermata, paralizzata. Come un pugile intontito da un colpo ben assestato che a fatica si regge ancora in piedi.
A differenza di tanti altri episodi analoghi di criminalità (purtroppo il Brasile di oggi è intriso di violenza), le modalità di esecuzione - che richiamano uno stile “mafioso” -  e la tempistica -  a due settimane dal voto -  rendono questo omicidio un evento destabilizzante, in grado di cambiare radicalmente le carte in tavola. In un senso o nell’altro, questo ancora dovremo capirlo.
Oggi, “due camminate per pace e la giustizia”, sono state promosse dalle due fazioni politiche che si contendono il voto. Due camminate ad orari pressoché simili che si sono sfiorate ma che non si sono unite nel pronunciare, con fermezza, una condanna unanime. Molti hanno invocato il sostegno della polizia federale e l’intervento dell’esercito. Ed in effetti, già durante le camminate un elicottero della polizia “sorvegliava” i due cortei. Il clima è parso molto teso, la tensione palpabile nei visi delle persone.



Fortunatamente, i caroselli di auto che quotidianamente, oramai da due mesi, invadono le strade, promuovendo l’uno o l’altro candidato, hanno osservato una “giornata di silenzio”.
A differenza delle nostre città e paesi, qui, l’elezione del sindaco assume i contorni di un mega evento, quasi fosse una finale di coppa del mondo di calcio e, come tale, con tutto il contorno di tifosi, magliette, musica, gadget.  È un evento totalizzante che coinvolge  tutti, dai bambini agli anziani, in una sorta di paralisi collettiva.  Anche perché di questo mega evento ci si vive: donne e ragazzi “sbandieratori”, più di 200 auto private adibite a cassa di musica, promotori “porta a porta”, figuranti ai comizi per alzare l’entusiasmo e l’adrenalina.  Tutti ricevono qualcosa: dal pieno di benzina alla birra oppure soldi.
E ogni sera un comizio in un “bairro”,  camminate dei giovani e delle donne, degli imprenditori e degli agricoltori, cortei di auto e moto.  
Ecco perché questo grave omicidio ha fermato una intera città.